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Perché chiamarli ancora incidenti?

Non sono incidenti: sono eventi stradali (e possiamo evitarli)

La parola “incidente” porta con sé un significato preciso: qualcosa di imprevedibile, casuale, inevitabile. Secondo il Vocabolario Treccani, infatti, un incidente è un fatto “accidentale”, cioè non voluto né prevedibile.

Eppure, quando parliamo di ciò che accade ogni giorno sulle nostre strade, questa definizione non regge. Non si tratta, nella maggior parte dei casi, di fatalità. Per questo è più corretto parlare di eventi stradali.

Perché non sono “incidenti”

I dati ufficiali raccolti da enti pubblici e analizzati anche da organismi collegati alle forze di polizia e alla sicurezza stradale raccontano una realtà chiara. La grande maggioranza dei sinistri è riconducibile a comportamenti umani. Secondo analisi europee e studi sulla sicurezza stradale, oltre il 90% dei casi è legato al fattore umano: distrazione, errore, violazione delle regole, sottovalutazione del rischio. I dati italiani confermano questa tendenza. Il rapporto ACI-ISTAT individua tra le principali cause:

  • guida distratta

  • mancato rispetto della precedenza o del semaforo

  • velocità eccessiva

 

Questi comportamenti, da soli, rappresentano oltre un terzo degli eventi stradali rilevati. Anche il Ministero della Salute evidenzia come tra i fattori determinanti ci siano:

  • uso del cellulare alla guida

  • mancato utilizzo dei dispositivi di sicurezza

  • assunzione di alcol o sostanze

  • condizioni psicofisiche non adeguate 

 

Tutti elementi che hanno un denominatore comune: la responsabilità umana.

 

Il peso delle scelte individuali

Definire questi eventi “incidenti” rischia di deresponsabilizzare. Se qualcosa è casuale, non possiamo evitarlo. Se invece è causato da comportamenti, allora possiamo prevenirlo. E la realtà è proprio questa. Sono scelte. E ogni scelta ha conseguenze.

  • Distrarsi guardando lo smartphone non è un caso

  • Superare i limiti di velocità non è un caso

  • Non rispettare una precedenza non è un caso

 

Cambiare linguaggio per cambiare mentalità

Parlare di eventi stradali non è solo una questione semantica:
è un cambiamento culturale. 
Significa riconoscere che:

  • la sicurezza stradale dipende da noi

  • la prevenzione è possibile

  • ogni comportamento corretto riduce il rischio

 

Le strade non sono “luoghi di fatalità”, ma spazi condivisi in cui la sicurezza è costruita – o compromessa – dalle azioni di ciascuno.

La prevenzione parte da una consapevolezza

Se oltre il 90% degli eventi stradali è riconducibile al fattore umano, allora la leva più potente per ridurli è una sola: modificare i comportamenti. Educazione, controlli, infrastrutture e tecnologia sono strumenti fondamentali, ma senza una reale consapevolezza individuale restano insufficienti. Per questo è importante iniziare dalle parole.

 

Non sono incidenti.

Sono eventi stradali.

E possiamo evitarli.

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